La Campagna ZeroZeroCinque riunisce cinquantasei organizzazioni e reti della società civile italiana
impegnate sui temi della riforma della finanza www.zerozerocinque.it; info@zerozerocinque.it 

 

PREMESSA
La finanza speculativa sposta montagne di soldi senza costruire nulla ma perseguendo solo il massimo
profitto. Il valore degli scambi di “titoli” è immenso, rispetto a quello dell’economia produttiva di beni e
servizi. Un esempio per tutti: nell'economia reale gli scambi di beni e servizi tra Paesi nel mondo hanno un
volume di affari che si attesta intorno ai 20.000 miliardi di dollari all'anno, mentre nel mondo finanziario gli
scambi di valute hanno superato i 5.000 miliardi di dollari al giorno!
La liquidità, riversata in abbondanza sui mercati finanziari dalle politiche monetarie espansive, riaccende
l’allerta sul rischio di nuove crisi finanziarie che potrebbero creare effetti ulteriormente devastanti sulla
distribuzione del reddito e sulle finanze pubbliche. In un recente documento del Fondo Monetario
Internazionale1 viene evidenziato un aumento del rapporto debito/PIL, a seguito della crisi del 2007, di 70
punti percentuali in Islanda e Irlanda e superiore ai 20 punti percentuali in Grecia, Germania, Regno Unito,
Belgio e Olanda. Sebbene l’impatto in Italia sia stato più contenuto (8%) i rischi rimangono elevatissimi dati
i livelli del nostro debito pubblico e nessun elemento garantisce che una futura crisi non possa colpirci in
modo più significativo.
I paesi dell'Unione Europea perdono ogni anno 1.000 miliardi di euro in evasione ed elusione fiscale
secondo le stime della Commissione Europea. Allo stesso tempo si stima che 32.000 miliardi di dollari di
ricchezza finanziaria si trovano nei paradisi fiscali. Così ogni anno i governi europei e quelli in via di
sviluppo si vedono sottratti miliardi di euro con i quali invece si potrebbero finanziare servizi pubblici per
tutti i cittadini, in Europa ed altrove.
Noi cittadini stiamo pagando un prezzo altissimo per la crisi. Il nostro denaro è stato investito in un “casinò
finanziario” per la ricchezza di pochi. E mentre con i soldi pubblici (ancora una volta soldi nostri!) si
tappavano le falle create proprio dall’irresponsabilità degli speculatori, la speculazione finanziaria ripartiva
senza interruzioni significative e senza rispondere dei danni causati. L’uso speculativo del denaro è
un’attività che si pone in netta antitesi agli sforzi di settori produttivi che generano un reddito stabile e
duraturo nel tempo. Avallarne i benefici effimeri vuol dire creare pericolose illusioni che spingono singoli
ed istituzioni finanziarie a mettere a rischio il benessere di famiglie, comunità ed interi Paesi.
Se l’Europa vuole davvero intraprendere un nuovo corso nel segno della
responsabilità e dell’innovazione, la riforma della finanza è un settore
cruciale in cui intervenire con urgenza e determinazione.
1
Fabian Valencia & Luc Laeven, 2012. "Systemic Banking Crises Database: An Update," IMF Working Papers 12/163, International Monetary Fund
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RICHIESTA DI IMPEGNO

In particolare mi impegno a:
· Fare luce sull'operato delle multinazionali in ogni singolo Paese, obbligando queste a rendere
pubblici, in ciascun Paese in cui operano (rendicontazione Paese per Paese), i dati relativi ai profitti, alle
tasse pagate, ai sussidi ricevuti, al fatturato e al numero della forza lavoro
Perché è importante: Una delle misure che singolarmente darebbe maggiore impulso alla
lotta contro i paradisi fiscali è la rendicontazione Paese per Paese (Country by Country
reporting) dei dati contabili e fiscali delle imprese multinazionali. Queste ultime devono oggi
riportare nei propri bilanci unicamente dati aggregati per macro-regioni. In questo modo è
impossibile sapere cosa avviene in ogni Paese, e in particolare se le imprese pagano in ogni
giurisdizione le tasse dovute per le attività di produzione e commercio e per i profitti
realizzati. L'obbligo di pubblicazione dei bilanci e dei dati relativi a profitti e tasse pagate in
ogni giurisdizione consentirebbe un decisivo salto di qualità nella lotta contro l'evasione
fiscale. Se i cittadini non hanno accesso alle informazioni delle multinazionali che operano
nei singoli paesi, compresi i dati relativi ai loro profitti, all’attività economica e alle tasse
versate in ogni Paese, non sarà possibile valutare se la tassazione a cui sono sottoposte è
giusta. L’attuale mancanza di chiarezza permette alle multinazionali di evadere le tasse,
aggirare le leggi fiscali nazionali e di spostare i propri profitti verso i paradisi fiscali.
Alla luce delle ingenti risorse perse ogni anno a causa dell’evasione fiscale sia nell’UE sia nei
Paesi in via di sviluppo, è fondamentale rendere i bilanci societari più trasparenti.
· Rendere noti i veri proprietari delle società, attraverso la creazione di un registro accessibile al
pubblico sui proprietari di tutti i fondi societari, fondazioni e società presenti in un dato territorio
Perché è importante: Vi è un abuso di strutture legali che mantengono l’anonimato dei
proprietari al fine di occultare e riciclare soldi derivanti dall’evasione, dalla corruzione e da
altre attività illegali. Per prevenire il riciclaggio di denaro e l’evasione fiscale, l’UE deve
creare registri pubblici dove vengano indicati gli effettivi ultimi beneficiari (la cosiddetta
beneficial ownership) dei profitti di società, fondi fiduciari, fondazioni e altre strutture legali
simili.
· Tassare in Europa le Transazioni Finanziarie, per frenare la speculazione finanziaria e compensare i
tagli subiti dai cittadini europei a causa della crisi finanziaria. Questa tassa potrebbe infatti generare
risorse da destinare ad interventi di lotta alla povertà in Europa e, in parte, ad interventi di solidarietà
internazionale verso i Paesi più poveri e di contrasto ai cambiamenti climatici.
Perché è importante: Una piccola tassa su ogni compravendita di strumenti finanziari non
scoraggia i normali investimenti sui mercati, mentre argina gli eccessi di chi acquista e vende
titoli migliaia di volte in un solo giorno, anche nell’arco di pochi secondi, per guadagnare
sulle piccole oscillazioni del loro valore. Il peso della tassa diventa progressivamente più alto
tanto più gli obiettivi sono di breve periodo.
Secondo le stime della Commissione Europea questa tassa se applicata negli 11 Paesi
Membri, tra cui l’Italia, che hanno aderito al progetto di cooperazione rafforzata potrebbe
generare un gettito fino a 35 miliardi di euro l’anno, e se applicata in tutti i Paesi UE potrebbe
generare fino a 57 miliardi di euro l’anno.
In Europa è attiva la lobby della finanza che, parola del Commissario europeo Semeta, è la più potente di
tutti. Secondo i dati del recente rapporto di Corporate Europe, questa lobby ha un fatturato di oltre 120
milioni di Euro ed impegna oltre 1.700 persone, contro i 4 milioni di euro spesi da altri stakeholder
(associazioni di consumatori, no profit, sindacati). L’attività di lobbying della finanza ha chiamato i
parlamentari europei in oltre 1.900 incontri, monopolizzando la discussione e la partecipazione.
La lobby finanziaria difende gli interessi di “high frequency traders”, “hedge funds”, “paradisi fiscali”,
“speculatori in derivati su valute, materie prime, Stati”, e si oppone a una forte regolamentazione dei
mercati, ostacolando ad esempio l’introduzione di un’efficace Tassa sulle Transazioni Finanziarie e la
separazione tra Banche d’affari e Banche commerciali.
Molti Parlamentari europei hanno già denunciato che questo condizionamento rischia di essere un
impedimento per la vita democratica, se non si consolida una lobby altrettanto forte orientata all’Etica nella
Finanza.
Come candidato alle elezioni del Parlamento Europeo ho intenzione di impegnarsi
per dare voce agli altri stakeholders, come la Campagna Zerozerocinque, attivi nel sostenere che
le attività nei mercati finanziari non possono svolgersi in contrasto con l’utilità sociale

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